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Un bagno nel fieno
Da sempre i contadini conoscevano bene le proprietà benefiche del fieno siccome, durante lo sfalcio dei prati, erano abituati a riposarsi sul fieno. Questa scoperta col tempo divenne di dominio pubblico e i bagni di fieno non tardarono a diffondersi anche tra i primi ospiti che cominciavano ad affluire sul finire del XIX secolo. Così, ben presto, le locande di Fiè allo Sciliar allestirono appositi reparti con bagni e letti di fieno.
All’epoca si notava già oltre 1200 presenza all’anno a Fiè. Il fieno veniva raccalto su prati dello Sciliar a 2450 m di altitudine per poi trasportarlo a valle. Oggi il fieno proviene dei prati non trattati dall’Alpe di Siusi. Erbe e fiori alpini raccolte nel periodo di piena fioritura viene asciugata e trasportata a Fiè, dove viene anche immagazzinata. Un’ ora prima del trattamento il fieno viene inumidito per migliorare l’azione benefica delle erbe officinali sul corpo. Poi, il fieno umido e caldo, viene distribuito su un telo impermeabile teso sopra la vasca. Un ulteriore strato serve a coprire l’ospite, a sua volta protetto da un telo, prima di calarlo nella vasca riempita di acqua calda. Si rimane poi chiusi così in questo bozzolo per circa venti minuti. Dopo la fase di riposo, avvolti in morbide coperte, si ci sente rigenerati il corpo e la mente.
Un tempo fa i bagni di fieno erano soltanto qualcosa per una certa clientela della “haute couture”. Oggi invece, gli ospiti appartengono ad ogni fascia d’età e classe sociale. Continuano però anche loro ad beneficiare di questo rigenerante trattamento naturale. In omaggio, a Fiè allo Sciliar, il panorama spettacolare delle vette dolomitiche e l’aria frizzante di montagna.
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